Ricostruita verso la fine del XVI secolo per l’Ordine dei Minimi di San Francesco di Paola, Sant’Andrea delle Fratte è una caratteristica chiesa dalla pianta a croce latina con cupola e un corto transetto, ispirato alla tipologia della Controriforma inaugurata dalla Chiesa del Gesù. Il nome deriva dalla sua ubicazione, nei pressi di Piazza di Spagna, un tempo alla periferia del centro abitato, dove erano situati alberi e cespugli.
Sant’Andrea delle Fratte è ricordata soprattutto per i lavori di Francesco Borromini, che, fra il 1653 e il 1667, costruì lo stupendo campanile a due ordini (con i capitelli del secondo costituiti da singolari erme di Giano Bifronte) e la cupola rinforzata da contrafforti diagonali che fanno assumere all’architettura l’immagine della Croce di Sant’Andrea (il santo titolare della chiesa). Singolare è il contrasto tra il tiburio, rimasto privo del rivestimento e ancora in mattone grezzo, e il campanile, bianco e curatissimo. Pur essendo incompiuto, il complesso fu da sempre uno dei più studiati all’interno dell’opera di Borromini; da segnalare i numerosi disegni di Filippo Juvarra che si ispirò a questa chiesa per la costruzione della cupola della Basilica di Sant’Andrea a Mantova.
La facciata della chiesa fu finanziata grazie ad una donazione di Ercole Consalvi, plenipotenziario di Pio VII al Congresso di Vienna (1826). Sulla destra, il chiostro è ornato da un bel ciclo di affreschi del XVII secolo.
La seconda cappella a destra (la Cappella Accoramboni), forse anch’essa opera di Borromini, aveva originariamente un impianto analogo alla Cappella Spada di San Girolamo della Carità, con decorazioni marmoree che imitano un apparato funebre provvisorio. L’interno, riccamente decorato, raccoglie diverse opere di artisti del XVII e XVIII secolo, tra i quali Francesco Cozza, Francesco Queirolo, Giovanni Battista Maini, Giuseppe Bottani, Paolo Posi, Pietro Bracci.
I due altari del transetto sono opera di Luigi Vanvitelli (sinistra) e Filippo Barigioni (destra). Nel presbiterio tele di vari artisti, tra cui il Martirio di Sant’Andrea di Francesco Trevisani.
Uno degli elementi di spicco dell’arredo della chiesa sono le due monumentali statue con Angeli con i simboli della Passione, opera di Gian Lorenzo Bernini, scolpite inizialmente (su commissione di Clemente IX) per la serie della Via Crucis di Ponte Sant’Angelo insieme ad altri opera di allievi, furono considerati troppo belli per essere esposti alle intemperie e furono donati allo scultore. Nel 1729 gli eredi di Bernini, che abitavano in un palazzo non lontano, donarono i due angeli alla chiesa, che si trovò così ad essere un terreno di confronto tra i due massimi geni del barocco, tra cui, come tutti sanno, non correva certo buon sangue.
The interior has a single nave. The decoration of the cupola is by Pasquale Marini. Along the nave in the first chapel is a wooden “tempietto” (temple) (1674) painted by Borgognone and on the wall is a “Baptism of Christ” of Ludovico Gimignani. In the third chapel, is a funeral monument of the Cardinal Carafa sculpted by Pietro Bracci. In the cloister, the lunettes are frescoed with stories from the life of San Francesco by Marini, Francesco Cozza, and Filippo Gherardi. In the transept, the altar (1736) was designed by Filippo Barigioni, the altarpiece of San Francesco di Paola was painted by Paris Nogari, the stuccoed angels were added by Giovanni Battista Maini. The presbitery dome has a fresco of the Multiplication of bread and fish by Marini. Behind the altar, is a Crucifixion of Sant’ Andrea by Giovanni Battista Lenardi, the Entombment of Sant’ Andrea by Francesco Trevisani, and a Death of Sant’ Andrea of Lazzaro Baldi. The sides of the presbitery are Angels (1668-9) sculpted by Bernini for the Ponte Sant’ Angelo, but then moved here and replaced on the bridge with copies. In the left transept, the altar was designed by Luigi Vanvitelli and Giuseppe Valadier with an altarpiece of Saints Anne, Young John the baptist, and Mary by Giuseppe Bottani. In the third chapel on the left is a Madonna of the Miracle of Domenico Bartolini, to commemorate the place where supposedly, on 20 January 1842, Mary, mother of Christ, appeared to a Jewish young man, Maria Alphonse Ratisbonne, causing him to convert to Catholicism. In order to honor this visitation, the benches of the church are oriented to this altar.