mar
31
2009
The so-called Temple of Minerva Medica (Minerva the doctor) is a ruin of ancient Rome, between the via Labicana and Aurelian Wall and just inside the line of the Anio Vetus. Once part of the Horti Liciniani on the Esquiline Hill, now it faces the modern via Giolitti. Contrary to its mis-attributed name, it is in fact a 4th century dodecagonal nymphaeum of opus latericium, whose full dome only collapsed in 1828, surrounded on three sides with other chambers added at a later date. There is no mention of it in ancient literature or inscriptions.
The structure represents a staging-post between Roman secular architecture (the octagonal dining room of the Domus Aurea and the dome of the Pantheon in particular) and the architecture of nearby Byzantine churches. The diameter of the hall is about 24 metres, and the height was 33 (very important from the structural point of view, especially for the ribs in the dome). In the interior are nine niches, besides the entrance; and above these are ten corresponding round-arched windows. Both the interior and exterior walls were once covered with marble.
In the fifteenth century Flavio Biondo’s Roma Instaurata, these ruins are called Le Galluzze, a name of uncertain meaning that had been applied earlier to some ruins near the basilica of Santa Croce in Gerusalemme (Jord. II.130-131). Since the seventeenth century the nymphaeum has frequently been wrongly identified with the Temple of Minerva Medica recorded in literary sources, on account of the erroneous impression that the Athena Giustiniani had been found in its ruins.
[it]Il cosiddetto tempio di Minerva Medica (in realtà un nifeo degli Horti Liciniani) è un edificio romano in via Giolitti, al rione Esquilino di Roma. La costruzione, isolata e imponente, è visibile dai treni che entrano o escono da Termini, risale all’epoca dell’imperatore romano Domiziano (81-96). La zona, tra la Chiesa di Santa Bibiana e Porta Maggiore, era occupata in antico dagli Horti Liciniani, sull’asse viario che usciva dalla Porta Esquilina. La costruzione a pianta centrale, decagonale, era in realtà un ninfeo, conosciuto fino a metà del XVI secolo come la Basilica Gai et Luci. Verso il 1550 fu scavato per la prima volta, trovandovi statue in pezzi davanti alle loro nicchie. Ciò che venne ritenuto interessante fu regalato a Giulio III per Villa Giulia, insieme con vari altri reperti trovati in altri punti degli Horti. L’interno, documentato in disegni e descrizioni dell’epoca, aveva al pianterreno 9 nicchie con statue, oltre alla porta, e 10 finestroni al piano superiore. La volta, ancora esistente nel 1828, era in mosaico, i pavimenti in lastre di porfido e mosaici. Stando a Rodolfo Lanciani, la confusione che trasformò il ninfeo in “tempio” sorse quando, nel secolo successivo, si individuò come proveniente da questi scavi una statua di Minerva (detta “Giustiniani”) con ai piedi un serpente (animale sacro ad Esculapio), che era stata trovata in realtà in Campo Marzio (ed ora è ai Musei Vaticani). Con la cupola accennata a tondo, è un esempio precursore degli edifici ecclesiastici bizantini a pianta centrale, come Santa Sofia a Costantinopoli, contrapposti al modello rettangolare delle basiliche romane (a Roma, l’esempio più noto di mausoleo a pianta centrale “cristianizzato” è rappresentato da santa Costanza). Pare che Filippo Brunelleschi, venendo a Roma, studiò questo tempio per escogitare il modo di costruire la cupola di Santa Maria del Fiore.
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mar
31
2009
Il mausoleo di Cecilia Metella è il più celebre monumento funerario della Via Appia antica, ed uno dei monumenti romani che più contribuisce a caratterizzarne il suggestivo paesaggio insieme agli archi dei vicini acquedotti.
Si trova tra il secondo ed il terzo miglio della strada romana, ed a livello tipologico si confronta con una classe di consimili monumenti funerari del I sec. a.C., per quanto le decorazioni, tra l’altro molto ricche, rimandino alla fine dell’età repubblicana.
L’attribuzione del sepolcro a Cecilia Metella è sancita dall’iscrizione sul mausoleo, al cui testo è dovuto tutto ciò che si sa sulla donna sepolta: era moglie di un Crasso, forse figlio del triumviro del 60 a.C.
Durante il medioevo fu trasformato in rocca di un castello della famiglia dei Caetani, e successivamente appartenne ai Savelli, ai Colonnesi ed agli Orsini; il castello, che fu oggetto di aspre contese, fu poi distrutto agli inizi del XIV sec. Il monumento fu restaurato nel 1836 da L. Canina, cui si deve l’attuale fisionomia.
Il mausoleo ha forma cilindrica, col muro esterno in opera a sacco rivestito in lastroni di travertino, che furono divelti poco dopo l’anno 1000. Sulla parte superiore corre un pregevole fregio in marmo pentelico con bucrani e festoni.
Sopra l’iscrizione è ancora conservata la raffigurazione di una Vittoria che scrive su uno scudo. È probabile che il cilindro terminasse con un giro di merli; quelli attualmente visibili sono però medievali. Quanto alla copertura, il monumento doveva conservare ancora nell’XI sec. il tetto a cono se un atto di tale epoca lo designa come “monumento aguzzo”. All’interno, la camera sepolcrale era rivestita di decorazioni a stucco. È stato di recente restaurato, e nella torretta riattata vi sono esposti i materiali rinvenuti durante i lavori.
[en]The tomb, visible from highgrounds in Rome, has always been a constant landmark in the roman countryside and was often used as a topographical benchmark.
The particular relationships between the monument, the Via Appia and the underlying rock formations are useful for understanding hoe the romans took advantage of natural resources.
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mar
31
2009
[en]San Martino ai Monti, also known as Santi Silvestro e Martino ai Monti – Titolo Equizio, is a basilica church in Rome, in the Rione Monti neighbourhood.
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mar
31
2009
[it]Il Mausoleo di Costantina, detto anche “di Santa Costanza” (a seguito del fatto che passò ad esser venerata come santa), è una chiesa di Roma sita in via Nomentana.
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mar
31
2009
[it]Santa Maria sopra Minerva è una basilica di Roma situata nel Campo Marzio, vicino al Pantheon. Sorse sopra ad un tempio pagano dedicato alla dea Minerva, da cui il nome.
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mar
31
2009
[it]La chiesa di Santa Maria del Pianto è una chiesa di Roma, nel rione Regola, situata in Via Santa Maria del Calderari.
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mar
31
2009
[it]Santa Maria in Domnica, anche nota come Santa Maria alla navicella, è una basilica di Roma. Sorge sulla sommità del colle Celio, nell’attuale piazza della Navicella.
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mar
31
2009
[en]A nobleman imprisoned on the Capitol in 1385 left two gold florins for a painting of the Blessed Virgin to be made nearby as consolation for the prisoners. Many came there to honour Our Lady, and in 1506 a hospital was founded at the site. Among those who worked there are St Ignatius of Loyola, St Camillus de Lellis, St Philip Neri and St Aloysius Gonzaga. It was here that St Aloysius contracted the plague while caring for its victims. A plaque commemorating his sacrifice can be found on the wall past the side of the church.
The hospital was demolished in 1936, and now the headquarters of the Fire Brigade is located at the site, but the church remains in use.
It was rebuilt in the late 16th century by Martino Longhi the elder.
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mar
31
2009
[it]La Chiesa di Santa Maria Maddalena è una chiesa di Roma, nel rione Colonna, che si affaccia sulla piazza omonima. E’ uno dei pochi e dei più belli esempi dell’arte barocca e rococò in Roma.
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mar
31
2009
[it]La chiesa di San Luigi dei Francesi è una chiesa di Roma che affaccia sulla piazza omonima, non distante da Piazza Navona, nel rione Sant’Eustachio. È la chiesa nazionale dei francesi di Roma dal 1589.
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